investire in opzioni binarie

Guadagnare da casa con il trading online

Il nostro obiettivo in questo articolo è quello di far capire a chi vuole iniziare a guadagnare soldi facili e a muovere i primi passi con il trading online, e questo sicuramente può essere un’ottima strategia per guadagnare soldi, ma solo se si hanno le conoscenze adeguate. Inoltre ti mostriamo come è possibile fare trading online con le opzioni binarie e come si può guadagnare con il trading solo se si usa un broker regolamentato e consentito.

Prima di andare ad approfondire nel dettaglio, tutti i passi su come si può guadagnare da casa, investendo nel trading online, abbiamo bisogno di spendere un paio di righe di quelle che sono i rischi associati al trading e agli investimenti con le opzioni binarie. Con questo non vogliamo dire che non si può guadagnare denaro con il trading, ma solo che essendo il trading finalizzato alla speculazione, ci sono sempre i rischi che possono sorgere da un momento all’altro. Quindi iniziare in questo settore senza delle conoscenze di base e direi anche senza un minimo di conoscenza approfondita aumenta in modo esponenziale i rischi.

Sicuramente non è consigliato usare broker non regolamentati, perchè questi broker non subiscono una stretta sorveglianza della commissione nazionale o internazionale, come quelli regolamentati, e  tendono ad offrire con facili promesse alti guadagni cosa che senza sforzo e senza impegno non è per niente vera. Tutte le campagne pubblicitarie che offrono guadagni facili sono finalizzate in qualche modo a farti perdere il capitale investito.
Sicuramente ti sei chiesto, ma è possibile guadagnare da casa? Ecco questo è possibile, a volte si riesce anche ad accumulare cifre importanti, ma solo utilizzando semplicemente broker regolamentati, dove il trader non corre alcun pericolo di frode.
In questo settore è molto importante sottolineare la vittoria non dipende dalla fortuna e neanche dal broker ma soprattutto dalle vostro capacità e dalle vostre conoscenze.

Programma Garantito Arco

Programma Garantito Arco: investimento index linked

Programma Garantito Arco è la proposta di investimento index linked di Poste Vita che assicura un rendimento minimo eludendo i rischi che seguono un investimento in Borsa. Programma Garantito Arco è un prodotto assicurativo di tipo index linked del gruppo Poste Vita facente capo al gruppo Poste Italiane che attraverso questa opzione permette agli investitori più smaliziati di riporre i propri risparmi in un investimento che segue l’andamento della Borsa e di godere della massima sicurezza nella gestione del proprio capitale.

Come dichiara Sara Ventura consulente di banche Svizzere in Italia: “il Programma Garantito Arco infatti è assicurata, alla scadenza, la restituzione del capitale investito e con questo anche di un rendimento garantito durante la validità del contratto”. Poste Vita permette dunque di evitare le spiacevoli sorprese che può riservare l’investimento in Borsa, offrendone i soli vantaggi e non intaccando il capitale a seconda dell’andamento dell’indice. Pertanto, alla scadenza, è previsto l’intero premio versato e nel corso del contratto un rendimento del 15% sul totale.

Programma Garantito Arco di Poste Vita offre un rendimento prefissato il cui totale cresce secondo uno schema che prevede il 4,5% nel 2012, il 5% nel 2014 e il 5,5% nel 2016. Ai rendimenti appena esposti, potrebbero poi aggiungersi valori aggiuntivi calcolati secondo la variazione dell’indice EURO STOXX 50 a cui il prodotto fa riferimento, ovvero un indice azionario che effettua la misurazione dell’andamento delle 50 società a maggior capitalizzazione dell’area EURO.

Programma Garantito Arco può essere sottoscritto con un investimento a partire da 1.500 euro e può essere chiesto il riscatto del prodotto in qualsiasi momento così come è possibile effettuare la variazione del beneficiario. Il tutto ovviamente garantito da un marchio di fiducia come Poste Vita.

lavorare-nellit

Lifestyle business come modello di innovazione per l’Italia

Per chi come me lavora nel settore dell’Information Technology, dell’innovazione e di internet, il sogno ricorrente è quello di creare start up di successo, che incidano sulla vita delle persone nella quotidianità. I modelli a cui fare riferimento sono sempre quelli d’oltre oceano.

 Si chiamano Google, Twitter, Facebook e hanno un denominatore comune: richiedono dei finanziatori e una propensione al rischio ben strutturata. Questo tipo di aziende puntano a essere delle ‘billion dollar company’ e proprio per questo hanno un altissimo tasso di insuccesso. Per ognuna di esse prima o poi diventa fondamentale installare il proprio quartier generale in Silicon Valley, perché lì si trovano i capitali importanti e i venture capital pronti a rischiare su qualche centinaia di idee, senza temere che parte degli investimenti non vadano a buon fine.

Iniziative con piani di crescita molto ambiziosi, come quelle citati in precedenza, hanno diversi fattori in comune. Per esempio richiedono generalmente decine di milioni di dollari di investimento prima di poter generare ricavi di un qualche tipo. Nella gran parte dei casi il percorso che porta alla definizione di un business plan convincente, dura anni.

 Per alcuni quel momento non arriva mai: definire con precisione come si intende portare l’azienda ad avere un profitto fornisce agli analisti degli strumenti più concreti per valorizzare l’azienda: un passo importante e rischioso al tempo stesso. Molte delle iniziative di questo genere non giungeranno mai ad uno stadio di maturazione così spinto ma alcune, pochissime, lo faranno e avranno una quotazione in Borsa (Ipo) strabiliante.

Un ingresso in Borsa come quello di Google fa dimenticare migliaia, a volte milioni, di start up fallite prima del grande passo. Per quanto emozionante e ricco di adrenalina, questo non è l’unico modo per essere un attore della rete. Sempre più frequentemente si stanno imponendo modelli di piccola impresa, che sviluppando un’idea di prodotto o di servizio, vedono fin da subito il mondo come potenziale cliente e fanno leva sulle potenzialità di internet per moltiplicare le vendite. Queste iniziative vanno sotto il nome di ‘lifetime business’.

Il loro fine non è un Ipo di successo, non è l’acquisizione da parte di Google o di Microsoft, ma la possibilità di rendersi indipendenti fornendo servizi alle imprese di tutto il mondo e avendo internet come unica vetrina.

Gli obiettivi che un’iniziativa di lifestyle business normalmente si pone, sul fronte dei ricavi attesi, sono tutto sommato abbastanza modesti: possono tipicamente variare tra 100mila dollari e un milione di dollari l’anno (per i più fortunati si parla di qualche milione). La costante di queste iniziative è un’estrema attenzione nel mantenere piccola (molto piccola) la struttura. L’obiettivo non è far crescere a dismisura il numero di persone in azienda, ma riuscire a governare un business di rilievo con poche, anzi pochissime risorse. Una ricetta vincente, specialmente in tempi di difficoltà come quelli attuali. In questi ambiti esistono ottime referenze di mercato sia negli Stati Uniti, che (udite udite) in Italia (basti guardare il successo che Balsamiq.com e il suo fondatore Giacomo “Peldi” Giulizzoni sta avendo in tutto il mondo).

 Le lifestyle business startup hanno delle caratteristiche fondamentali che le accomunano: possono per lo più essere avviate anche mantenendo la propria occupazione di giorno; richiedono un forte investimento di energie e tempo; non richiedono grandi capitali; terziarizzano su internet molte delle attività accessorie; sono appassionate dei propri clienti; hanno un design essenziale ed efficace; vedono il mondo intero come mercato target; lavorano costantemente per proteggere il proprio modello di business, evitando tutto l’inessenziale (impariamo a dire no); coltivano in prima persona la propria comunità di utenti; non sono alla ricerca di una ‘exit strategy’.

Oltre a queste caratteristiche, esiste un fattore di successo costante e immutabile che le differenzia dai giganti del software: la ricerca continua della semplicità. Queste iniziative hanno compreso che non è possibile battere le corporation sul loro stesso piano, sfornando prodotti sempre più articolati, sofisticati e complessi il cui fine ultimo è indurre il cliente ad acquistare l’aggiornamento successivo.

Le grandi fabbriche di innovazione e tecnologia di tutto il mondo possono essere ‘sconfitte’ solo andando nella direzione paradossalmente opposta. Diventa quindi ‘less is more’, come amava ripetere Mies Van De Rohe, il mantra attorno al quale focalizzare la propria energia creativa e la voglia essere imprenditori.

Queste startup stanno scoprendo un modo radicalmente diverso di cambiare il mondo, basato sulla semplicità e sulla capacità di sintetizzarne l’essenza in un prodotto facile da usare e utile al di là di ogni aspettativa.

Esistono diverse aziende che possono vantare il primato di aver sdoganato questo genere di concetti sul mercato, ma tra loro a mio parere ne esiste una che più di ogni altra ha tracciato con forza il cammino, trascinando con sé molte altre realtà.

La giovane azienda a cui mi riferisco si chiama 37signals e ha sede a Chicago, nell’Illinois. Quest’azienda nasce come piccolo laboratorio di web design alla fine degli anni ’90, fondata da Jason Fried, giovane economista con la passione per il design e la rete, convinto sostenitore del fatto che il software classico sia troppo complesso, pieno di “astrazioni” (come ama ripetere) e funzioni inutili, che invece di aiutare l’utente lo distraggono dai problemi reali.

37signals, come spesso accade alle aziende di piccole dimensioni, comprende che per fare la differenza deve munirsi di strumenti più efficiaci di quelli della concorrenza, strumenti che riflettano l’approccio innovativo che hanno nei confronti del business. Nasce così Basecamp un’applicazione accessibile via browser che consente a un team geograficamente distribuito di migliorare la comunicazione e il coordinamento di progetto.

Il sistema viene realizzato part-time da un programmatore danese, David Heinemeier Hansson, utilizzando un linguaggio di programmazione, proveniente dal Giappone e sconosciuto ai più, denominato Ruby.

Il genio creativo di David Heinemeier Hansson o DHH, come viene chiamato in rete, produce molto di più che un semplice prodotto di project management. Il suo sforzo durato qualche mese di lavoro, genera anche un impianto software, un framework, denominato Ruby On Rails che 37signals decide di rilasciare in open source nel 2004.

Questa scelta lungimirante genera una comunità di migliaia di programmatori pronti a seguirne l’evoluzione, contribuendo con migliaia di giorni uomo ogni anno. David diventerà partner di 37signals nel 2005 trasferendo al contempo la propria dimora da Copenhagen a Chicago.

Oggi Ruby On Rails è alla base fondante di numerose aziende di successo che operano su internet come YellowPages.com e Twitter.

Anch’io con Wave Group, l’azienda che ho fondato con altri tre imprenditori bresicani, ho puntato molto su questa tecnologia, convinto che rappresenta una grande opportunità per incidere sensibilmente su tempi e costi legati alla realizzazione di iniziative web, dentro e fuori l’azienda.

 Il nostro investimento su questo fronte, iniziato nel 2006 con il lancio dell’iniziativa internazionale denominata GotThingsDone.com, con la quale abbiamo iniziato a percorrere i primi passi nell’ambito del lifestyle business lanciando WhoDoes (una web application in modalità software as a service) sul mercato. Ora dopo quasi tre anni dall’inizio di quest’avventura abbiamo capitalizzato moltissimo da quell’esperienza e ora ci sentiamo pronti per supportare altri che vogliano avventurarsi in quest’ambito. Il lifestyle business è fatto per l’Italia, per la creatività italiana.

 Essere infatti nella Silicon Valley, in questo caso, non rappresenta una reale discriminante per portare al successo l’iniziativa. In fondo ognuno di noi non ha bisogno di scontrarsi ogni giorno con l’aspettativa di realizzare un miliardo di dollari con la prossima start up. Come lo stesso DHH suggerisce nel corso di una presentazione tenuta in occasione della Start up School 2008 a Stanford: “anche un milione di dollari all’anno non sono poi così male”.

Realizzare un miliardo di dollari da un’iniziativa di business in rete è estremamente raro. Realizzare un milione di dollari all’anno è estremamente complesso, molto difficile, ma non impossibile. E’ sicuramente un obiettivo con il quale molte più persone si possono misurare in modo realistico. Questo non significa in nessun modo che sia facile o alla portata di tutti.

 Craig Newmark, fondatore di craiglist.org (un’autentico gioiello della rete nato nel 1999), dice qualcosa di interessante in proposito: “We both know some people who own more than a billion (dollars) and they’re not any the happier”. In un mercato dove l’obiettivo massimo è un milione di dollari l’anno ci possono essere molti vincitori.

 

come avere successo

6 buone abitudini da adottare per avere successo

#1: La motivazione

Il cielo è ancora pieno di stelle. Come spesso avrete sentito il tempo è denaro. Ogni giorno è un altro giorno per guadagnare di più, ogni attimo è buono per catturare l’attenzione di un nuovo cliente oppure farsi venire qualche bella idea.  È importate guardare ogni giorno come un giorno pieno di opportunità non un giorno di lavoro 8AM – 17PM. Svegliatevi presto minimo vi servirà per riflette su come organizzare la giornata.

#2: Obiettivi del giorno

Segnate gli obiettivi del giorno in una todo list, non importa se cartacea o dentro il vostro smartphone. Valutate bene le azioni da compiere giorno dopo giorno.

#3: Formazione continua

Continuate a studiare e documentatevi. Oggi è molto semplice imparare nuove cose, youtube è vostro amico. In giro troverete tantissimi tutorial. I momenti per farlo sono tanti, durante l’attesa di una riunione, in autobus. Non è importante inscriversi e prendersi altre lauree, studiate anche da soli. Quando io ho lanciato il mio sito sui prestiti personali, l’ho fatto dopo aver studiato TANTISSIMO. Se vi interessa fare carriera dovrete essere disposti a imparare cose nuove regolarmente: imparate a negoziare, a vendere, modellare, creare.

#4:  Networking

Espandere la propria rete di clienti e gente positiva è importantissimo. Di tanto in tanto bisogna fare un mix di vita privata e vita lavorativa (non fatelo spesso). La vostra rete dovrà essere composta da persone reali, una rete di gente che conoscete soltanto su internet non è una buona rete.

#5: Conducete una vita sana

Non è detto che una vita sana sia proporzionale al vostro successo,  però prevenire le malattia vi aiuterà in futuro a non dover interrompere alcune attività che state compiendo. Recatevi in palestra dopo o prima il lavoro questo faciliterà anche di ampliare le vostre conoscenze. Curate il vostro corpo e sgomberate la mente.

#6: Leggere di più e guardare meno TV

Dopo una giornata faticosa spesso e volentieri si accende la TV. Evitate di guardare la TV, piuttosto leggete un buon libro per rilassarvi.  Leggere molti libri vi darà un quadro più chiaro sulla vita. Spesso vi potrà capitare di farvi venire qualche bella idea proprio da un libro.  La lettura vi darà anche più tempo per riflettere. 

Conclusioni

Questi sopra sono soltanto consigli, non garantiscono successo. Magari vi faranno soltanto vivere meglio

Come guadagnare con Twitter

Guadagnare Online: Ecco Qualche Consiglio

Un altro modo semplice per guadagnare online è procedere ai programmi di affiliazioni su Twitter. Si chiama MagPie ed è pensato esclusivamente per piattaforme di microblogging: è consigliato a chi riesce ad ottenere almeno 500 followers e soprattutto il proprio account dev’essere aggiornato costantemente con micro interventi di qualità.

L’ideale quindi per un piccolo sito che ha degli aggiornamenti costanti sul social network. MagPie permette l’inserimento in Twitter di piccoli codici relativi a delle campagne pubblicitarie e le modalità di guadagno si basano sul Pay per Click, il Pay per Lead e il Pay per Sale, quindi pagamento sui click sull’annuncio, sulle registrazioni ai siti o sulla vendita effettiva del prodotto sponsorizzato.

L’altro strumento a nostra disposizione per guadagnare con Twitter è il TwittAd, ovvero avere un background sul proprio account in vendita come se fosse una campagna pubblicitaria. Così facendo si metterebbero in vendita dei veri e propri spazi pubblicitari sul proprio profilo, magari da inserire all’interno di un pacchetto di advertising venduto ad una compagnia.

Il guadagno qui è ovviamente quantificabile solo a seconda del contratto stilato e dall’importanza della vostra azienda, oltre alla capacità del PM di concludere l’accordo